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La storia
Il centro fu abitato già nel III millennio a.C. Si può
dire che la sua storia abbia inizio nell'VIII sec. a.C.
quando i Fenici fondano la città di Sulci.
La tranquilla vita della cittadina fenicia è sconvolta, nel VI
sec., dalla conquista dei Cartaginesi.
Sulci assunse il ruolo di caposaldo punico in Sardegna, tanto che
Annibale nel 258 a.C. scelse il porto antiochese come base della
flotta.
Diventata romana alla fine del III sec.a.C.,
conserverà la lingua semitica e il culto degli dei orientali.
La cittadina ha fortuna anche nel periodo imperiale, I sec.d.C.,
infatti è elevata alla condizione di municipium.
Al II sec. d.C. circa si fa risalire l'arrivo
nell'isola, dall'Africa, del medico cristiano Antioco:
sotto l'imperatore Adriano, Antioco fu martirizzato e
in seguito fu proclamato Santo. Da lui prendono il nome
la cittadina e l'isola.
In età bizantina (705), si ha notizia del
saccheggio di Sulci da parte del califfo egiziano Abd-Al-Aziz.
Godette di un lungo periodo di prosperità in epoca medievale,
finché conobbe la fase del declino sotto gli Spagnoli.
Con il passaggio della Sardegna sotto Casa Savoia
furono intrapresi dei tentativi di colonizzazione dell'isola
dall'esterno.
Ebbe successo il trasferimento dei profughi di origine ligure dalla
città tunisina di Tabarqa verso Carloforte, sulla vicina isola di S.
Pietro, e Calasetta a nord di S. Antioco.
Questa contaminazione afro-ligure si può "apprezzare" ancora oggi in
qualche ristorante del centro gustando un ottimo cuscus africano
sardizzato dall'aggiunta della pancetta di maiale!!!
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La cittadina di Sant'Antioco
si trova sulla sponda orientale dell'omonima
isola, della quale è il capoluogo.
Anticamente il suo nome era
Sulci,
un nome fenicio, perché furono i Fenici a
fondarla.
La sua economia è abbastanza varia: attività
portuale, produzione salina, pesca,
industrie chimiche, artigianato tessile,
produzione viticola, turismo balneare; oltre
al ricchissimo patrimonio archeologico,
infatti, il centro offre spiagge
incantevoli, buona cucina tradizionale, e,
per gli appassionati del mare, regate di
vela,vela latina,
pesca subacquea, nel periodo
estivo.
Provincia:
Carbonia Iglesias
Subregione: Sulcis
Abitanti: 13.000
Ambiente urbano
Il paese, esteso lungo la costa, ha l'
aspetto tipico dei borghi di pescatori:
case basse e variopinte, tetti di tegole
rosse, strade strette e acciottolate nel
centro storico.
Situato alle pendici del colle di Castello
ha una struttura urbana complessa, e solo in
alcune zone assume un andamento regolare.
Il porto industriale, costruito nel 1936 per
l'esportazione del carbone Sulcis, è oggi
porto turistico e per battelli
da pesca.
Il centro urbano ospita monumenti
archeologici risalenti a differenti epoche.
L'istmo artificiale, opera dei coloni
fenici, collega Sant'Antioco alla Sardegna.
Lungo la strada che porta al paese, si
possono osservare due menhir del III
millennio a.C.; poco più avanti, i resti
della strada e del ponte romano a due
arcate.
Altri monumenti di età romana e repubblicana
sono, rispettivamente, la fonte Is
solus in Piazza Italia e il
mausoleo funerario Sa Presonedda.
La basilica di S. Antioco martire,
edificata nel 1102 su una chiesa
paleocristiana, conserva le reliquie e la
statua del santo. Dal suo interno si accede
alle catacombe cristiane del
II-IV d.C. Secondo la tradizione qui
S.Antioco si rifugiò e vi morì prima di
essere arrestato.
Nella parte alta della città si trovano il
Forte Sabaudo del 1812, i resti
fenicio-punici e romani, tra cui
l'acropoli punica, un tempio romano,
la
necropoli punica e il tophet fenicio-punico.
L'uomo
Le tradizioni artigianali di
S.Antioco sono svariate: l'essicazione dei
giunchi per i cesti,
l'intarsio del legno, la
produzione di nasse.
Ma soprattutto sopravvive oggi, grazie alla
maestria di alcune artigiane antiochesi, la
tecnica della produzione del bisso o
seta marina: un pregiato e raro
tessuto color rame realizzato con i
filamenti di una conchiglia triangolare
bivalve, la pinna nobilis.
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Territorio
Il territorio del comune di S.Antioco presenta le caratteristiche
morfologiche e naturali dell'intera isola: rocce vulcaniche (basalti
e trachiti), pietre calcaree, ambienti marini e lagunari.
Ad est dell'istmo che unisce l'isola alla Sardegna, si trova il
complesso lagunare: oltre 660 ettari tra la laguna di
S.Caterina e le saline di S.Antioco.
Durante la seconda guerra mondiale, fu riempito il canale che tagliava
in due l'istmo.
La chiusura, durata un quarantennio, ha provocato gravi cambiamenti alla
laguna: il progressivo spopolamento di pesci e il proliferare di alghe.
Così, negli anni, si è favorito il più redditizio sfruttamento delle
saline a danno delle peschiere.
Una conseguenza è stata il mutamento della fauna: avocette e gli
splendidi fenicotteri al posto di anatre selvatiche e folaghe. Da
segnalare la presenza di tarabusino, nitticora e airone
rosso.
Per quanto riguarda la flora, l'originaria vegetazione a
canneggiole e giunchi è stata sostituita dalla
salicornia.
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